Una pagina a parte merita la storia del nostro vocalion, uno strumento unico nel suo genere arrivato a Pisa, attraverso una serie di peripezie, dagli USA.

È un raro esemplare di organo vocalion restaurato nel 2007 grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa.

Si tratta di uno strumento particolarissimo, brevettato negli Stati Uniti alla fine dell’Ottocento e costruito dalla ditta Mason & Risch di Worchester, la cui caratteristica peculiare è quella di imitare la voce umana (di qui il nome vocalion-voiced).

Unico nel suo genere in Europa, lo strumento fu donato alla Chiesa Valdese di Pisa nel 1984 dagli eredi del direttore della Biblioteca Marucelliana di Firenze, Enrico Jahier, valdese anche lui, che, a sua volta, lo aveva acquistato per la sua villa a Fiesole. Negli anni a cavallo fra il XIX e il XX secolo, i vocalion erano largamente utilizzati, soprattutto in Nord America, per accompagnare il canto domenicale della liturgia protestante.

Negli anni si è reso necessario ricorrere ad un delicato e complesso intervento di restauro, che si è concluso nel giugno 2007 ad opera di un giovane organaro pisano Nicola Puccini, grazie al quale l’organo ha finalmente ritrovato la sua originaria vocalità.

Consapevole della unicità dello strumento che riveste un interesse culturale per tutta la città di Pisa, la Fondazione ha partecipato insieme alla comunità valdese di Pisa al restauro, sostenendo i due terzi della spesa totale di circa 30.000 euro. La Chiesa valdese per parte sua, mette il Vocalion a disposizione di musicisti e studiosi di musicologia.

D’intesa con la Fondazione, sono stati organizzati una serie di concerti per far conoscere le straordinarie potenzialità musicali dello strumento, ottimo sia per accompagnare musica romantica che moderna, sia, ovviamente, la liturgia protestante.

Nel 2012 il maestro Ivan Furlanis ha compilato una descrizione dettagliata dello strumento.