Aprile 2019

Tutte le cose vere, tutte le cose onorevoli, tutte le cose giuste,
tutte le cose pure, tutte le cose amabili, tutte le cose di buona fama,
quelle in cui è qualche virtù e qualche lode, siano oggetto dei vostri pensieri.
Le cose che avete imparate, ricevute, udite da me e vedute in me,
fatele; e l’Iddio della pace sarà con voi.
(Filippesi 4,8-9)



Care sorelle e cari fratelli,

mai come in questi tempi tutto sembra dominato dalla velocità. Tutto accade rapidamente, anche e soprattutto in tema di notizie; basta un clic sul web ed in pochi attimi sappiamo ciò che accade in tempo reale in ogni parte del globo. Un altro clic e comunichiamo in videochiamata a migliaia di chilometri. Ce lo consente, oggi, la tecnologia.

Febbraio 2019

Gesù disse: “Mostratemi un denaro: di chi porta l’effigie e l’iscrizione?” Essi dissero: “Di Cesare”. Ed egli a loro: “Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio”. (Luca 20,24-25)

Care sorelle e cari fratelli,

Gesù con, questa famosa frase, ha indicato la necessità del rispetto per la dimensione sociopolitico- economica della società ma ha al tempo stesso sottolineato come dedicare a Dio ciò che gli appartiene sia la cosa essenziale. Ma cosa appartiene a Dio? Come l’effigie dell’imperatore romano riportata sul denaro indica che esso appartiene a Cesare, così l’immagine di Dio a cui è stato creato l’essere umano indica che esso appartiene a Dio. Restituire a Dio ciò che gli appartiene significa dunque restituire all’essere umano il suo carattere di creatura di Dio, significa rispettare l’immagine di Dio che è in lui. Questo comporta innanzitutto dedicare la propria vita di credenti a Colui che ci ha creati e create a propria immagine e in secondo luogo impegnarci affinché il Creatore sia rispettato attraverso il rispetto della dignità e dei diritti di ogni creatura su questa terra.

Dicembre 2018

E la Parola è diventata carne ed ha abitato per un tempo fra di noi, piena di grazia e di verità; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre. (Giovanni 1-14)

Care sorelle e cari fratelli,

qual è il vangelo di Natale, la buona notizia che ci attendiamo di udire in questi giorni? Ebbene, è proprio quello che leggiamo nel versetto di Giovanni scelto per la nostra riflessione.

Ottobre 2018

“Venite voi, i benedetti del Padre mio, ereditate il regno che vi è stato preparato fin dalla fondazione del mondo, perché ebbi fame e mi deste da mangiare, ebbi sete e mi deste da bere, fui straniero e mi accoglieste, fui nudo e mi vestiste, fui ammalato e mi visitaste, fui in prigione e veniste a trovarmi”. (Matteo 25,34-36)

 

Care sorelle e cari fratelli,

questa parabola ci offre una chiave di lettura di come Dio, in Gesù Cristo, è presente nella nostra vita. Noi svolgiamo la nostra vita, facciamo molte cose, incontriamo diverse persone e ci troviamo spesso ad aver bisogno di qualcosa: cibo, acqua, vestiti, ma più spesso accoglienza, cura, relazioni, e mille altre cose. A volte incontriamo qualcuno che viene incontro al nostro bisogno, altre volte no. Parallelamente, ci capita di incontrare persone che hanno bisogno (di cibo, acqua, vestiti, accoglienza, cura, relazioni ecc.) e a volte riusciamo ad andare incontro al loro bisogno, altre volte non ci riusciamo.