Aprile 2022
Se voi mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre, ed egli vi darà un altro Consolatore perché sia con voi per sempre: lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché dimora con voi, e sarà in voi. Non vi lascerò orfani; tornerò da voi. (Giovanni 15,15-18)
Care sorelle e cari fratelli,
Dio esiste prima di ogni cosa, per amore ha creato il mondo e ha chiamato il suo popolo, Israele.
Questa è la prima, fondamentale affermazione di fede.
Gesù Cristo è venuto per rafforzare, intensificare e allargare la relazione d’amore di Dio con tutti gli esseri umani. Questa è la seconda affermazione di fede, costitutiva della fede cristiana.
Ma nel Nuovo Testamento vi è una terza affermazione, basilare per la nostra fede: quando Gesù è morto, è stato resuscitato ed è tornato al Padre, il Padre, affinché la relazione tra lui e noi proseguisse senza nulla perdere di quanto aveva acquisito in Gesù Cristo, ci ha mandato il suo Spirito, il Consolatore, il Difensore, lo Spirito della verità, lo Spirito santo. Questo significa che noi non viviamo soltanto nella memoria della vita, morte e resurrezione di Gesù Cristo e nell’attesa del suo ritorno, ma viviamo anche la sua presenza qui e ora nel Vento di Dio che ci investe e ci mobilita.
Però, come il mondo non ha accolto il Figlio di Dio, così non riceve il suo Spirito. L’amore di Dio per l’umanità è immenso, ma è un amore contrastato. L’espressione “il mondo” nel vangelo di Giovanni rappresenta la natura umana in quanto vuole essere autonoma, fondarsi su se stessa, restare lontana da Dio, l’umanità in quanto non contraccambia l’amore di Dio, così travolgente e conturbante, lo respinge e gli attribuisce odio o indifferenza.
E noi, da che parte stiamo? Siamo tra coloro che sono rincuorati dall’amore di Dio o tra coloro che lo rifiutano, lo negano, non vogliono sentirne parlare? Siamo da entrambe le parti contemporaneamente. La vita cristiana consiste nel vivere questa contraddizione: siamo esseri umani che, come i propri simili, rifiutano il Dio che ci incontra in Gesù Cristo e siamo credenti che accolgono questo amore come ciò che dà senso alla loro vita. Lo Spirito di Dio è quello che ci permette, giorno dopo giorno, di vivere questa contraddizione senza rimanerne paralizzati, rispondendo invece alla vocazione di Dio. Questa è la nostra condizione attuale.
Un giorno, alla fine dei tempi, la contraddittorietà sarà sciolta e noi “conosceremo che Gesù è nel Padre e noi in Gesù Cristo e lui in noi” (Giovanni 14,20). Sapere che in quel giorno vivremo pienamente la relazione d’amore con Dio ci permette di vivere nella speranza.
Che il Signore ci rinnovi ogni giorno il suo Spirito!
Amen.
Daniele Bouchard
