Luglio 2024
Il SIGNORE disse a Mosè: «Parla ad Aaronne e ai suoi figli e di' loro:
"Voi benedirete così i figli d'Israele; direte loro:
'Il SIGNORE ti benedica e ti protegga!
Il SIGNORE faccia risplendere il suo volto su di te e ti sia propizio!
Il SIGNORE rivolga verso di te il suo volto e ti dia la pace!'".
Così metteranno il mio nome sui figli d'Israele e io li benedirò». (Numeri 6,22-27)
Care sorelle e cari fratelli,
la notizia meravigliosa che la Bibbia ci dà è che il Signore ha un volto. Se Dio ha un volto significa che è una persona. Il volto è infatti la parte più personale del nostro corpo, che non a caso è riportato sui nostri documenti d’identità. Ebbene questo vale anche per il nostro Dio.
Attraverso il volto noi entriamo in relazione con le persone, in particolare con lo sguardo. Lo stesso fa Dio con noi: nella Bibbia il Signore solleva spesso il suo volto per guardare il suo popolo, altre volte invece lo nasconde o l’allontana o ancora lo rivolge contro coloro che si oppongono alla sua volontà, o lo abbandonano in favore di altri dèi. Ma poi ritorna a sollevarlo propizio verso coloro cui lui stesso ha perdonato il peccato. La Scrittura ci invita a cercare il volto di Dio, ad implorarlo, a venerarlo e promette che lo contempleremo.
A differenza dei volti umani, il volto di Dio risplende; risplende favorevole, e il popolo può cammi- nare alla sua luce. Per comprendere questa espressione, pensiamo a quando diciamo che il volto di qualcuno si illumina. Non intendiamo in senso letterale, ma ci riferiamo a qualcosa di forte e di positivo che il viso di una persona esprime. Analogamente, il volto di Dio può risplendere di gioia, di soddisfazione, ma soprattutto d’amore per noi. La seconda frase della benedizione di Aronne può essere parafrasata così: “che il Signore ti ami così intensamente che il suo volto risplenda quando ti guarda”.
La Scrittura proibisce di guardare Dio in faccia. Lo fa perché soffermarci sul volto di Dio potrebbe essere un’esperienza troppo forte per noi. Il suo splendore potrebbe accecarci, o la tragicità del suo sguardo schiacciarci, non potremmo reggere quel livello di intimità con Dio. A diversi personaggi biblici è dato di intravvedere il volto di Dio, fugacemente, a nessuno è dato di sostenere il suo sguardo.
E tuttavia, un modo per guardare il volto di Dio senza essere distrutti dall’intensità del suo sguardo ci è stato dato. Dio è venuto a noi in Gesù Cristo, e Gesù ha annunciato che attraverso il nostro prossimo noi lo incontriamo faccia a faccia. Potremmo parafrasare così Matteo 25,40: “Quando avete guardato negli occhi uno di questi miei minimi fratelli avete guardato me”. Ogni volta che riconosciamo nel nostro prossimo l’immagine di Dio, nel suo sguardo lo sguardo di Dio, nell’amore che accade tra tra me e lei (o lui) l’amore di Dio, noi contempliamo il volto di Dio.
Che Dio vi benedica! Amen.
Daniele Bouchard
