Ottobre 2025
1 Mentre Gesù usciva dal tempio e se ne andava, i suoi discepoli gli si avvicinarono per fargli osservare gli edifici del tempio. 2 Ma egli rispose loro: «Vedete tutte queste cose? Io vi dico in verità: non sarà lasciata qui pietra su pietra che non sia diroccata». 3 Mentre egli era seduto sul monte degli Ulivi, i discepoli gli si avvicinarono in disparte, dicendo: «Dicci, quando avverranno queste cose e quale sarà il segno della tua venuta e della fine dell'età presente?» 4 Gesù rispose loro: «Guardate che nessuno vi seduca. 5 Poiché molti verranno nel mio nome, dicendo: "Io sono il Cristo". E ne sedurranno molti. 6 Voi udrete parlare di guerre e di rumori di guerre; guardate di non turbarvi, infatti bisogna che questo avvenga, ma non sarà ancora la fine. 7 Perché insorgerà nazione contro nazione e regno contro regno; ci saranno carestie e terremoti in vari luoghi; 8 ma tutto questo non sarà che principio di dolori. 9 Allora vi abbandoneranno all'oppressione e vi uccideranno e sarete odiati da tutte le genti a motivo del mio nome. 10 Allora molti si svieranno, si tradiranno e si odieranno a vicenda. 11 Molti falsi profeti sorgeranno e sedurranno molti. 12 Poiché l'iniquità aumenterà, l'amore dei più si raffredderà. 13 Ma chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato. 14 E questo vangelo del regno sarà predicato in tutto il mondo, affinché ne sia resa testimonianza a tutte le genti; allora verrà la fine.(Matteo 24,1-14)
Care sorelle e cari fratelli,
il testo inizia con una scena mite. I discepoli di Gesù dopo il culto circondano il loro maestro per ammirare insieme la bellezza del Tempio. La risposta di Gesù li trova impreparati: Vedete tutte queste cose? chiede loro Gesù. Io vi dico in verità: Non sarà lasciata qui pietra su pietra. Le parole di Gesù mettono in discussione tutto: Con la sua solida muratura e le sue pietre di marmo il tempio incarnava un simbolo di permanenza. Era il simbolo di protezione, centro della vita e il luogo in cui Dio dimorava. Le parole di Gesù smascherano la transitorietà degli edifici e dei sistemi umani e non si ferma al tempio ma va avanti disegnando una serie di eventi catastrofici: Sentirete parlare di carestie e terremoti. Sorgeranno falsi profeti. Nazione insorgerà contro nazione e voi stessi sarete oppressi e uccisi.(7-11)
Facilmente possiamo tracciare parallelismi con i giorni di oggi, con le immagini che ci arrivano da Gaza o dei visi emaciati degli ostaggi. Le parole di Gesù sembrano descrivere anche la nostra realtà che corrisponde sempre meno al messaggio di pace e di giustizia del vangelo. Tempi in cui parlare del regno di Dio può sembrare facilmente una fuga dai problemi reali o una scusa per dichiararsi non responsabili.
Il testo ci mette a confronto con una delle domande centrali della nostra fede: Come possiamo testimoniare il vangelo, la buona notizia oggi e ora? Cosa siamo chiamati a testimoniare nella nostra chiesa locale, nella nostra città, società e nel nostro mondo? Una prima indicazione a questa domanda la troviamo nel versetto 12 Perché l’ingiustizia aumenterà, e l'amore dei più si raffredderà. Amore e giustizia - per Gesù - sono legati in una relazione reciproca. Dove manca l’amore lì non si vive bene insieme.
Poi c’è un altro elemento importante. Il testo si intitola discorso profetico di Gesù. Nel vangelo di Matteo ci sono anche altri discorsi di questo tipo che riguardano la fine dei tempi. Spesso questi discorsi vengono interpretati come misteriose visioni del futuro ma nello stesso momento - e questo mi sembra importante per noi - parlando dell’aldilà della fine vogliono dire qualcosa all’aldiqua, a noi e al nostro mondo di oggi. L’espressione fine dei tempi viene usata proprio quando le cose non possono più continuare così come sono, quando qualcosa deve finire per lasciare spazio a un cambiamento. E di questo cambiamento Gesù ne parla nel versetto più avanti. Chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato. La forma futura non indica una passiva attesa di ciò che avverrà nella fine dei tempi ma descrive un atteggiamento: L’ingiustizia aumenterà, l'amore si raffredda, ma chi persevera (nell’amore) sarà salvato. I due versetti insieme ci indicano come testimoniare la nostra fede: quando intorno a voi il mondo diventa buio non fatevi vincere dalla ingiustizia o rassegnatevi all’odio ma rimanete nell’amore. Qui Gesù riprende il tema centrale del discorso della montagna (Matteo 5:5-9). Lì ci ha dato l'incarico di praticare il suo amore anche nei tempi bui che descrive qui. Accanto all’amore Gesù nomina anche un’altro elemento: predicare il vangelo del regno cioè dare testimonianza alla buona notizia con la propria vita. Le modalità possono essere diverse tra di loro secondo i nostri doni, la nostra biografia, situazione di vita o età, ma una cosa sembra certa: il vangelo non viene ordinato ma comunicato e poi accolto in libertà.
Noi non siamo migliori dei discepoli di allora, anche noi capiamo male, resistiamo di fronte alle sue richieste più impegnative, cadiamo sempre di nuovo nella tentazione di annunciare un messia trionfante, e parallelamente ci ritroviamo invischiati in relazioni basate sul dominio. Ma la parola del Signore – sempre di nuovo vivente e parlante – chiama anche noi a rimettere in discussione il nostro modo di vivere, a reimparare sempre di nuovo a farci servi gli uni delle altre e dei minimi di questo mondo, annunciando così la parola sovversiva e vivificante di Colui che è venuto in mezzo a noi per servire e insegnarci il servizio reciproco come modello di vita – personale e sociale.
Il resto non è nelle nostre mani, ma nelle mani del nostro Signore e dello Spirito Santo. Amen.
Elisabeth Sara Heinrich
