Maggio 2026
Se abbiamo sperato in Cristo per questa vita soltanto, noi siamo i più miseri fra tutti gli uomini.
20 Ma ora Cristo è stato risuscitato dai morti, primizia di quelli che sono morti. 21 Infatti, poiché per mezzo di un uomo è venuta la morte, così anche per mezzo di un uomo è venuta la risurrezione dei morti. 22 Poiché, come tutti muoiono in Adamo, così anche in Cristo saranno tutti vivificati; 23 ma ciascuno al suo turno: Cristo, la primizia; poi quelli che sono di Cristo, alla sua venuta; 24 poi verrà la fine, quando consegnerà il regno nelle mani di Dio Padre, dopo che avrà ridotto al nulla ogni principato, ogni potestà e ogni potenza. 25 Poiché bisogna che egli regni finché abbia messo tutti i suoi nemici sotto i suoi piedi. 26 L'ultimo nemico che sarà distrutto sarà la morte. 27 Difatti, Dio ha posto ogni cosa sotto i suoi piedi; ma quando dice che ogni cosa gli è sottoposta, è chiaro che colui che gli ha sottoposto ogni cosa ne è eccettuato. 28 Quando ogni cosa gli sarà stata sottoposta, allora anche il Figlio stesso sarà sottoposto a colui che gli ha sottoposto ogni cosa, affinché Dio sia tutto in tutti.(1 Corinzi 15,19-28)
Care sorelle e cari fratelli,
Nel capitolo 15 della Prima Epistola ai Corinzi Paolo si trova a fare i conti con alcuni convertiti dal paganesimo che dicono di credere in Gesù Cristo, ma non accettano la resurrezione dei morti.
Siamo sicuri di non trovarci anche noi tra coloro che ritengono assurdo credere nella resurrezione? Magari non lo confessiamo a noi stessi in quanto credenti abitudinari, ma nel nostro orizzonte mentale un evento come la resurrezione non è assolutamente contemplato. È una prospettiva, forse, a cui non pensiamo mai e che di conseguenza non ci conforta e non riesce a dare senso alla nostra vita. Se così la pensiamo, come ci poniamo nei confronti della resurrezione di Gesù? Ci crediamo veramente o, nel migliore dei casi, la interpretiamo in termini metaforici o simbolici?
A questo proposito ha senso domandarsi perché mai, allora, confessiamo che Gesù è il Cristo di Dio? Chi è per noi Gesù? Forse un uomo esemplare, un eroe, un combattente per la giustizia oppure un filosofo come Socrate che consideriamo risorto solo nel senso che il suo pensiero e la sua testimonianza sopravvivono alla sua morte fisica? Sicuramente è stato un grande uomo, ma la fede cristiana ci chiede di porlo al centro della nostra predicazione e della nostra testimonianza proprio perché è risorto. Noi siamo chiamati a credere che il Padre lo ha risuscitato dai morti, nonostante la sconfitta della croce e per questo, non per altro, le sue idee costituiscono un punto di riferimento che va oltre il contesto storico in cui sono state partorite. Essere cristiani non è come essere socialisti o liberali, di destra o di sinistra, essere cristiani significa andare alla sequela di colui che è risorto, proprio perché è risorto. Se i morti non risorgono e anche Gesù non è risuscitato la nostra fede diventa un’ideologia fra le altre, forse più nobile, ma destinata all’invecchiamento e al superamento come tutte le ideologie e noi saremo i più miseri fra gli uomini.
Ma Cristo, ci dice Paolo, è veramente risorto e noi senza timidezza lo dobbiamo annunciare e testimoniare! La buona notizia della resurrezione non riguarda poi solo Gesù, ma tutta l’umanità e investe l’intero creato. Con Cristo, infatti, Dio ha cominciato a rimettere mano alla sua creazione, dopo che Adamo l’ha rovinata con il peccato la cui più drammatica conseguenza è la morte, oltre al dolore fisico, alla sofferenza spirituale, all’ingiustizia sociale. Con Cristo risorto ha preso inizio il trionfo della vita, per un paradiso più bello di quello originario con la progressiva distruzione di tutti i poteri che si oppongono a Dio. Dio trionferà sulle leggi di natura che provocano il dolore della malattia e trionferà sulle leggi storiche dell’economia e della politica che provocano il dolore dell'ingiustizia. Infine il Creatore procederà all’eliminazione definitiva della morte, perché non può sopportare di ritrovarsi solo, nella sua eternità, senza le creature che tanto ama.
Quando Dio avrà stabilito il suo regno e il creato intero lo riconoscerà come l’Amore da cui tutto deriva, la sua invisibilità scomparirà, lo potremo abbracciare, lo vedremo faccia a faccia e lo percepiremo in tutte le cose, a partire dalla nostra vita che sarà finalmente la sua vita eterna.
Amen.
Enrico Del Bianco
