• Agosto 2026

20 Come Marta ebbe udito che Gesù veniva, gli andò incontro; ma Maria stava seduta in casa. 21 Marta dunque disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto; 22 ma anche adesso so che tutto quello che chiederai a Dio, Dio te lo darà». 23 Gesù le disse: «Tuo fratello risusciterà». 24 Marta gli disse: «Lo so che risusciterà, nella risurrezione, nell'ultimo giorno». 25 Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; 26 e chiunque vive e crede in me, non morirà mai. Credi tu questo?» 27 Ella gli disse: «Sì, Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che doveva venire nel mondo». 28 Detto questo, se ne andò e chiamò di nascosto Maria, sua sorella, dicendole: «Il Maestro è qui, e ti chiama». 29 Ed ella, udito questo, si alzò in fretta e andò da lui. 30 [...]
32 Appena Maria fu giunta dov'era Gesù e lo ebbe visto, gli si gettò ai piedi dicendogli: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto». 33 Quando Gesù la vide piangere, e vide piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, fremette nello spirito, si turbò e disse: 34 «Dove lo avete deposto?» Essi gli dissero: «Signore, vieni a vedere!» 35 Gesù pianse. 36 [...] 38 Gesù dunque, fremendo di nuovo in se stesso, andò al sepolcro. Era una grotta, e una pietra era posta all'apertura. 39 Gesù disse: «Togliete la pietra!» [...] 41 Tolsero dunque la pietra. Gesù, alzati gli occhi al cielo, disse: «Padre, ti ringrazio perché mi hai esaudito. 42 Io sapevo bene che tu mi esaudisci sempre; ma ho detto questo a motivo della folla che mi circonda, affinché credano che tu mi hai mandato». 43 Detto questo, gridò ad alta voce: «Lazzaro, vieni fuori!» 44 Il morto uscì, con i piedi e le mani avvolti da fasce, e il viso coperto da un sudario. Gesù disse loro: «Scioglietelo e lasciatelo andare». (Giovanni 11,20-44)

Care sorelle e cari fratelli,

questo brano che abbiamo letto è un racconto molto famoso della vita di Gesù, un racconto innanzitutto di amicizia, infatti sia Lazzaro che le sue due sorelle, Marta e Maria, sono chiamati amici del maestro. Lazzaro, l’amico di Gesù, a un certo punto si ammala e dopo poco tempo muore. Gesù viene raggiunto dalla notizia della sua malattia e dopo qualche giorno decide di raggiungere il suo amico, ma quando giunge al luogo dove viveva, sembra essere ormai troppo tardi perché Lazzaro non ce l’ha fatta. Tuttavia sin dall’inizio Gesù sa quello che farà, sa che la malattia di Lazzaro, come Egli afferma, “non è per la morte, ma per la Gloria di Dio”, tanto è vero che lo resusciterà dopo quattro giorni.

Quello che mi colpisce di questo racconto più di ogni altra cosa è il versetto 21: “Signore, se Tu fossi stato qui mio fratello non sarebbe morto”! Frase che viene poi ripetuta anche da Maria al versetto 32 nello stesso identico modo. Questa frase mi risuona molto perché si tratta di una grande professione di fede, c’è la consapevolezza della potenza di Dio, ma soprattutto è in fondo quello che diciamo al Signore anche noi molto spesso: Signore, se Tu ci fossi non avrei avuto questo dolore, Signore, se Tu esistessi davvero non ci sarebbe la guerra che attanaglia questo mondo. Ma anche situazioni più comuni, come appunto dei lutti. Signore, se Tu fossi stato qui mio padre, mia madre o mio fratello non sarebbero morti. Davanti a questi accadimenti penso che sia normale nutrire dei dubbi sulla nostra fede. Ed è proprio quello che prima Marta e poi Maria esprimono a Gesù “Signore se tu fossi stato qui mio fratello non sarebbe morto”. E così anche noi spesso pensiamo, Signore, se tu ci fossi stato questo non sarebbe accaduto, se Dio esistesse non permetterebbe determinate cose. Quindi da una parte è presente una grande fede, dall’altra una sorta di polemica contro Dio, una accusa nei suoi riguardi di non esserci stato o di non esserci nei nostri momenti più dolorosi.

Oggi però vediamo un volto nuovo di Gesù, un volto molto umano. Gesù infatti, prima di resuscitare Lazzaro fu molto turbato e, alla fine, pianse. Non è dunque un mago, ma è un Dio, il nostro Dio che prima di intervenire nelle situazioni umane vi partecipa vivamente, ne prende parte e si commuove per esse. Che bella notizia! Possiamo confidare nel fatto che Dio sia a conoscenza delle situazioni che stiamo vivendo e che ne sia vivamente commosso. E successivamente, interverrà, anche se in modi spesso non evidenti.

Cari fratelli e care sorelle, non dobbiamo infatti mai dimenticare come è morto Gesù: anche lì, uno dei ladroni appesi insieme a Lui lo disse, se è il Figlio di Dio salvi sé stesso e anche noi. Eppure sul momento Gesù non si salva, e muore come il peggiore dei criminali. Dio non interviene, lascia che il suo Unigenito Figlio muoia tra le torture più atroci. Tuttavia sappiamo anche che nel terzo giorno Gesù risorge, e questa deve essere la nostra speranza: nella nostra vita di fede dobbiamo essere pronti a morire con Cristo per poi anche risuscitare con Cristo. Lazzaro muore, ma viene resuscitato da Gesù e così anche noi forse in questo momento ci sentiamo morti nel nostro dolore, ma dobbiamo sapere che Gesù è li pronto per guarirci, affinché le situazioni che viviamo servano a glorificare il Figlio di Dio. Calvino osservò che "non solo Cristo diede una prova notevole del suo potere divino risuscitando Lazzaro, ma pose anche davanti ai nostri occhi un'immagine viva della nostra futura risurrezione". Gesù ci ha anticipati nella resurrezione, possiamo essere sicuri che anche noi resusciteremo assieme a Lui.

E allora, fratelli e sorelle, credo che anziché soffermarci soltanto sulla prima parte della frase di Marta, dovremmo focalizzarci soprattutto sulla sua continuazione: «Ma anche adesso so che qualunque cosa chiederai a Dio, egli te la concederà». Preghiamo affinchè anche noi possiamo avere questa fiducia di affidarci a Gesù e conseguentemente a Dio.

Amen.

Francesca Agrò

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