Dalle decisioni del Sinodo valdese riunitosi a Torre Pellice (TO) dal 20 al 25 agosto
Riportiamo qui tre decisioni prese dal Sinodo valdese 2023 su argomenti di interesse generale.
Sulle migrazioni
Il Sinodo valdese, dopo ampio dibattito sul tema delle Migrazioni, considerato l’impegno profuso dalle nostre chiese, in particolare attraverso la Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia - MH (Mediterranean Hope) e Diaconia Valdese,
- intende ribadire l’inalienabile diritto di migrare di ciascun individuo;
- consapevole che ogni confine reso invalicabile favorisce l’illecito traffico di persone gestito dalle mafie, riconosce nei corridoi umanitari, nelle attività di accoglienza e di integrazione delle persone migranti, una delle risposte alla vocazione che il Signore rivolge in questo tempo alle chiese.
Il Sinodo altresì, dopo un attento esame della sostenibilità economica e delle prospettive politiche dei progetti in atto rinnova con convinzione la decisione di proseguire nel sostegno economico a questo settore dell’opera delle nostre chiese.
Sulla guerra
l Sinodo, consapevole degli sforzi di dialogare in tempo di guerra tra chiese protestanti e ortodosse portati avanti dal Consiglio ecumenico delle chiese e da altri organismi ecumenici europei, esprime solidarietà alle chiese e alle popolazioni nei paesi in conflitto, auspicando che si giunga quanto prima a una pace giusta in Ucraina, nel rispetto del diritto internazionale,
- incoraggia ogni azione che porti a dialoghi di pace e a una risoluzione diplomatica dei conflitti, in Ucraina come negli altri Paesi in guerra;
- consapevole che la guerra in Ucraina vede un aggressore e un aggredito, è convinto che finanziare la produzione di armamenti aumenti le atrocità e i tempi di questa guerra e delle altre;
- si rifà anche alla Costituzione italiana che all’Art.11 ripudia la guerra e promuove la pace e la giustizia fra le nazioni;
- invita le chiese a proclamare il vangelo della pace sulla piazza pubblica, senza temere di schierarsi con chi si oppone alla guerra e ai nazionalismi tossici, con gli obiettori di coscienza di entrambi gli schieramenti, con chi lavora per una informazione libera e con chi cerca di ricostruire condizioni di vita e di convivenza nelle città devastate dalla guerra;
- invita le chiese a organizzare dibattiti e riflessioni sulla guerra in Ucraina e sulla costruzione di comunità riconciliate per il futuro dell'Europa.
Sulla gravidanza per altri (GPA)
Il Sinodo, a fronte delle discussioni pubbliche e nell’attesa che il documento della Commissione per i problemi etici posti dalla scienza sul tema della gestazione per altri sia inviato alle chiese per uno studio e un approfondimento etico e teologico, esprime forte preoccupazione per politiche che privano i bambini e le bambine già nati di uno dei due genitori e condanna una legislazione orientata a definire la gestazione per altri reato universale.
Richiamando il proprio documento sulle nuove forme di famiglia (del 2017), invita le chiese:
- a essere dei luoghi sicuri e accoglienti per tutte le famiglie e in particolare per quelle “arcobaleno”, accogliendo con serenità i bambini e le bambine di ogni famiglia;
- a diventare dei possibili luoghi di confronto e sostegno sui temi della promessa di futuro attraverso la genitorialità;
- a incoraggiare nelle comunità la crescita di conoscenza sul tema e il confronto etico affinché si possa andare oltre gli schieramenti dettati da stereotipi e idealizzazioni della maternità.
