17 febbraio 1848 è ora un giardino
Per chi ama leggere:
Carlo Coccioli, Davide, Sironi ed. 2009
Questioni sotto la lente (segnalazioni, spunti di riflessione)
17 febbraio 1848 è ora un giardino:
(segnalazione di Laura Gelso Tomassone)
A Torino, in occasione della memoria delle Lettere patenti di Carlo Alberto (diritti civili ad ebrei e valdesi) è stato inaugurato un giardino comunale dedicato a quell’evento. Un piccolo segno per ricordare una delle tappe importanti per lo sviluppo della presenza delle chiese evangeliche in Italia.
Ora di religione. Il Consiglio di Stato a favore dei crediti scolastici per gli avvalentesi
Preoccupazione del pastore Massimo Aquilante, presidente FCEI
Roma (NEV), 12 maggio 2010 – Il Consiglio di Stato ha riabilitato gli insegnanti di religione cattolica a concorrere alla valutazione complessiva degli studenti. Con la sua decisione del 7 maggio, con la quale ha annullato la sentenza del TAR del Lazio n. 7076 dello scorso mese di luglio, riconosce la validità dei crediti scolastici derivanti dall'Insegnamento della religione cattolica (IRC).
“La decisione del Consiglio di Stato riproduce il privilegio degli studenti avvalentesi dell'IRC, che è materia facoltativa, rispetto a chi non se ne avvale”, questo a caldo il commento del presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), pastore Massimo Aquilante, secondo cui “resta comunque irrisolta la questione di fondo: l'insegnamento di una sola particolare confessione cristiana, quella cattolica romana, nel percorso formativo offerto dalla scuola pubblica. Pertanto, ciò che più rattrista e preoccupa è che la decisione del Consiglio di Stato sia stata salutata da più parti come una 'vittoria'. Coloro che si infiammano tanto a favore dell'IRC dovrebbero avere altrettanto a cuore una piena ed adeguata formazione dei nostri giovani attraverso l'insegnamento del 'fatto' religioso nella sua complessità, pluralità e ricchezza”.
Il TAR del Lazio aveva dichiarato illegittima l’attribuzione del credito scolastico da parte dei docenti di religione cattolica, per la particolare natura di tale insegnamento, e dei docenti di attività alternative, per la discriminazione operata nei confronti di coloro che non si avvalgono dell’IRC, ma che nel loro pieno diritto non scelgono alcuna attività. Nel suo pronunciamento precisava che "un insegnamento di carattere etico e religioso, strettamente attinente alla fede individuale, non può assolutamente essere oggetto di una valutazione sul piano del profitto scolastico, proprio per il rischio di valutazioni di valore proporzionalmente ancorate alla misura della fede stessa".
Ad impugnare a suo tempo davanti al TAR del Lazio le ordinanze ministeriali - emanate dall'allora Ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni - relative alla disciplina sui crediti scolastici per gli esami di maturità del 2006-2007 e 2007-2008 nella parte in cui si prevedeva la partecipazione a pieno titolo dei docenti di religione cattolica all'attribuzione del credito scolastico, furono la Consulta romana per la laicità delle istituzioni e la FCEI, insieme a decine di associazioni laiche e religiose, nonché a due studenti oggi ventenni, che in sede di scrutinio degli esami statali si erano visti discriminati nell'attribuzione del voto finale, perché non avvalentesi dell'IRC.
Ora il Consiglio di Stato, pur tenendo conto dello “stato di non obbligo” stabilito dalla Corte Costituzionale per i non avvalentesi, nella sua sentenza nega l’esistenza di discriminazioni e specifica: "chi segue religione (o l'insegnamento alternativo) non è avvantaggiato né discriminato: è semplicemente valutato per come si comporta, per l'interesse che mostra e il profitto che consegue anche nell'ora di religione (o del corso alternativo). Chi non segue religione né il corso alternativo, ugualmente, non è discriminato né favorito: semplicemente non viene valutato nei suoi confronti un momento della vita scolastica cui non ha partecipato".
Questa ulteriore ferita alla scuola pubblica, si aggiunge ad una situazione generale delle scuole di ogni ordine e grado che non hanno più finanze adatte a portare avanti la didattica. Non citeremo qui l’annosa questione del portare la carte igienica alla materna, la carta per disegnare, il sapone per lavare le mani, ma anche la ben più grave mancanza di fondi per le supplenze o per coprire adeguatamente il servizio biblioteca o i laboratori nelle scuole superiori. E a quanto pare anche l’università non sta meglio Questa situazione della scuola pubblica dovrebbe interessare tutti e tutte noi anche per essere solidali con gli operatori scolastici e gli /le studenti che nella nostra chiesa non mancano certo.
Diritti. Ampia partecipazione di chiese protestanti alla Settimana contro l'omofobia
Dal 10 al 17 maggio culti, veglie di preghiera e dibattiti in tutta Italia
Roma (NEV), 12 maggio 2010 - “Chi ci separerà dall'amore di Cristo?”. E' il versetto della lettera dell'apostolo Paolo ai Romani 8:35 che ispirerà gli incontri della Settimana contro l'omofobia 2010, iniziata lo scorso 10 maggio e che culminerà lunedì 17, Giornata mondiale contro l'omofobia. Per il quarto anno consecutivo cristiani di diverse confessioni si ritrovano in tutta Italia con gruppi di credenti omosessuali per organizzare veglie, culti e incontri di preghiera in ricordo delle vittime dell'omofobia. “Pregheremo insieme – spiegano gli organizzatori - anche per infrangere il muro di assordante silenzio che permane nella nostra società e, soprattutto, nelle chiese su questo tema. L’omofobia, aggravata in molti casi da motivazioni religiose, rappresenta uno scandalo per tutta la cristianità”.
Interruzione volontaria di gravidanza: molta polemica ha suscitato in Italia l’utilizzo della pillola RU486.
RU486. L'ospedale evangelico di Genova vittima di un blitz antiabortista: Il direttore generale Alessio Parodi: “un gesto deprecabile”
Roma (NEV), 14 aprile 2010 - Uno striscione con la scritta “Voi chiudete alla vita, noi chiudiamo l’ospedale”, cinque ceri, una decina di statuette di angioletti, decine di volantini antiabortisti: questi gli elementi di un “blitz” contro l’Ospedale internazionale evangelico di Genova ad opera di alcuni militanti di Forza Nuova, avvenuto in tarda serata venerdì scorso, 9 aprile, per protestare contro la pillola RU486.
“Un gesto deprecabile” ha commentato all'indomani il direttore generale dell’ospedale Alessio Parodi, esprimendo rammarico per l'accaduto: “Questo è un ospedale che è in convenzione con la Regione Liguria ed applica le leggi dello Stato e della Regione nei limiti e negli ambiti delle stesse”. Nel pomeriggio del 10 aprile Parodi ha ricevuto la visita del sindaco di Genova Marta Vincenzi, che ha portato la sua solidarietà alla direzione sanitaria. “Sono venuta perché sono stata informata di manifestazioni di vergognosa intolleranza - ha affermato il sindaco, come riferito dal quotidiano ‘Il Secolo XIX’ -. L’Evangelico è un punto di riferimento importante per i genovesi e per la comunità, qui operano medici con punte di eccellenza. È un ospedale che dà la vita e quindi questi ingiuriosi attacchi vanno rimandati al mittente e non corrispondono al sentire della cittadinanza”. Un messaggio di solidarietà è giunto anche da Claudio Burlando, presidente della Regione Liguria.
L’Ospedale Evangelico esegue seimila interventi di day surgery all’anno, di cui 2.500 per conto dell'Ente ospedaliero “Ospedali Galliera”. Nel 2009 sono state fatte 650 interruzioni volontarie di gravidanza, mentre i parti sono stati 800.
Fondato nel 1857, l'Ospedale Evangelico Internazionale di Genova è amministrato dalle seguenti chiese presenti a Genova: anglicana, luterana, presbiteriana scozzese, riformata svizzera, valdese, ed è aperto a tutti e tutte, indistintamente dall'appartenenza religiosa (www.oeige.com).
RU486. “La donna va considerata come soggetto morale autonomo”: la Commissione bioetica della Tavola Valdese risponde ai neo governatori Cota e Zaia.
(NEV), 7 aprile 2010 – In seguito alle dichiarazioni sulla RU486 rese dai governatori del Piemonte Roberto Cota e del Veneto Luca Zaia, subito dopo la loro elezione, la Commissione bioetica della Tavola Valdese ha rilasciato la seguente dichiarazione:
“Sulle motivazioni medico-sanitarie per cui la RU 486 debba essere somministrata 'assolutamente in regime di ricovero' - come sostiene Roberto Cota, all'indomani della sua elezione a governatore del Piemonte - si può ovviamente discutere, preferibilmente non in termini ideologici, ma a partire dal parere, contrario alla sua tesi, di buona parte della comunità scientifica.
Consola l'intenzione del governatore di contrastare la diffusione della RU486 'nel rispetto della legge'. Tuttavia, le sue preoccupazioni sul piano etico appaiono largamente infondate. E' discutibile, infatti, che la RU486 renda più facile l'aborto e conduca a identificarlo con una pratica anticoncezionale. Non va dimenticato che la quasi totalità delle scelte abortive coincide con esperienze di forte travaglio psicologico e morale da parte della madre, un travaglio che la RU486 certamente non diminuisce, sebbene renda meno traumatico l'aborto sotto l'aspetto medico-sanitario.
Una riduzione del numero degli aborti è certamente auspicabile. E' dubbio tuttavia che questo risultato sia raggiungibile con l'ostruzionismo amministrativo o il proibizionismo legislativo. Sarebbe preferibile iniziare a considerare la donna come un soggetto morale autonomo e a prendere atto che la rinuncia a una parte di sé, legata alla scelta di non diventare madre, non è un atto arbitrario e astratto, che va contro il principio assoluto del rispetto della vita, ma una concreta, dolorosa, assunzione di responsabilità”.
Per chi ama leggere:
Carlo Coccioli, Davide, Sironi ed. 2009 (segnalazione di Giancarlo Tognetti)
Un autore che non trova posto nelle antologie di scuola, emigrato negli anni 50 a Parigi e poi a Città del Messico, un livornese di origine ebraica, si avventura nel racconto della vita del re Davide con una sorprendente aderenza al testo biblico.
Magda Szabo, La porta, Einaudi, 2006 (segnalazione di Maria Pappalettere)
Questa autrice ungherese racconta la storia di un rapporto tra due donne diverse, di generazioni diverse dove si incontrano i limiti dell’aiuto. Il tutto in ambiente protestante riformato.
